Azioni Poste Italiane, Quotazione e Come Comprare

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Poste Italiane è una società per azioni che si occupa, da oltre 160 anni, della gestione dei servizi postali in Italia. Fondata nel 1862 come azienda autonoma, si è occupata in esclusiva di amministrare il settore postale e dei telegrammi per conto dello Stato.

Con il passare degli anni, le prestazioni offerte sono aumentate, attualmente Poste Italiane S.p.a, infatti, si occupa anche dell’erogazione di servizi di caratteri finanziario, assicurativo e delle telefonia mobile.

Azioni Poste Italiane: la storia del servizio postale italiano

Anche se la sua fondazione è datata 1862, in realtà, quello offerto da Poste Italiane è un servizio ben più antico, che affonda le sue radici nel Regno di Sardegna dove, già prima dell’Unità d’Italia, esistevano alcuni uffici postali che si occupavano di raccogliere, smistare e consegnare la posta.

In effetti, Poste Italiane è una delle tante eredità che il Mezzogiorno d’Italia ha lasciato alla Nazione che stava nascendo. Il nuovo servizio postale aveva un carattere pubblico e fu regolamentato, con la cosiddetta riforma postale, il 5 maggio del 1862. Grazie a questo intervento legislativo furono stabilite le modalità raccolta, smistamento, spedizione e distribuzione delle corrispondenze, ma anche delle raccomandate, delle ricevute di ritorno e dei vaglia postali.

Un decennio più tardi, nel 1875, furono istituite le casse di risparmio postale, fu così che nacque il servizio che oggi conosciamo con il nome di Bancoposta.

Insomma, la storia delle Poste Italiane parte da una scommessa che, con il tempo, si è trasformata in uno dei più importanti enti pubblici d’Italia. Si tratta di una delle più grandi realtà del Paese ed è stata capace di adattarsi ai cambiamenti mantenendo salde le sue radici, ma guardando con interesse e partecipazione al nuovo che avanza.

Poste Italiane: un percorso difficile, fatto di riforme e licenziamenti

azioni poste italiane

Durante la sua lunga storia, Poste Italiane ha vissuto momenti significativi che hanno spesso rappresentato i punti di svolta nel processo di crescita della società.

Quella che oggi è una delle aziende italiane con un alto indice di capitalizzazione, in grado di influenzare, insieme ad altre realtà aziendali del Paese, l’indice FTSE MIB, alla fine dello scorso secolo era un ente pubblico sull’orlo del fallimento.

Negli anni novanta, infatti, Poste Italiane non era più in grado di generare profitti, il motivo ditale crisi era fortemente legato al costo che l’ente era tenuto a sostenere per le risorse umane che superava gli di gran lunga gli utili della società.

Questa situazione ha determinato, per decenni, una diminuzione della produttività, che si era manifestata già negli anni settanta e ottanta, di oltre il 24% con il conseguente impoverimento della qualità delle prestazioni e dei servizi erogati.

Tutto ciò richiedeva un immediato intervento legislativo che, infatti, è arrivato nel 1993 con la riforma n. 487, che venne successivamente convertita in legge (gennaio 1994). Il testo della riforma prevedeva che entro due anni l’azienda sarebbe diventata una società per azioni quotata in Borsa e, cosa più importante, che avvenisse il risanamento economico e della qualità dei servizi offerti.

La suddetta di riforma, purtroppo, non è sufficiente a migliorare la situazione e, per questo motivo, è necessario intervenire con un ulteriore provvedimento, nel 1997. Con la cosiddetta direttiva Prodi, Poste Italiane S.p.a. viene incaricata di occuparsi del miglioramento della gestione della rete postale, oltre che dei servizi e della situazione economica. La direttiva del Governo Prodi sfociò, l’anno successivo, nella nomina di un amministratore delegato che gestisse l’azienda Poste Italiane.

Il compito viene affidato a Corrado Passera che, con lo scopo di risanare la situazione della società, opera un taglio del personale di oltre 22 mila unità. Questo importante e doloroso atto è finalizzato a risparmiare sul costo del lavoro, per raggiungere il pareggio di bilancio indicato nella direttiva del ‘97.

Dopo essere entrata nel mercato dei capitali, Poste Italiane acquista le quote di alcune società che si occupano di trasporto e consegna di pacchi postali e corrispondenze. Infatti, nel 2000, P.I. diventa proprietario di circa il 20% delle quote della società Bartolini, gettando così le basi per la nascita di un consorzio che, da solo, detiene circa il 40% del mercato. Cinque anni più tardi le due società non raggiungono un accordo, facendo così saltare il rinnovo che ha determinato la vendita delle quote Bartolini detenute da Poste Italiane.

Quotazione Poste Italiane: analisi storico-tecnica

quotazione poste italiane

Dal 2005 al 2011, l’amministratore delegato di Poste Italiane S.p.a. è stato Massimo Sarmi che, grazie alle sue strategie, ha risollevato le sorti dell’azienda facendo chiude i bilanci, per oltre 10 anni, in utile con profitti che aumentavano di anno in anno.

Durante la permanenza di Sarmi alla dirigenza della società, Poste Italiane è diventata una delle più grandi realtà di questo settore, a livello europeo.

La crescita avvenuta nel decennio Sarmi è figlia dell’identificazione, da parte del manager veneto, di nuove aree di affari e del miglioramento del rapporto con le Pubbliche Amministrazioni, parliamo di PosteMobile, la Posta Elettronica Certificata utilizzata dagli enti pubblici e della popolarissima Postepay Evolution.

Attualmente la società è gestita da Bianca Maria Farina che ne è il presidente, mentre l’amministratore delegato è Matteo Del Fante.

Chi ha intenzione di acquistare le azioni Poste Italiane, prima di tutto, effettuare una valutazione che prenda in esame gli aspetti più importanti, tra cui l’azionariato e le quotazioni Poste Italiane.

A tal proposito, è importante sapere che il 60% delle azioni di Poste Italiane sono detenute dal Ministero delle Economie e delle Finanze. Il restante 40% delle azioni è quotato in Borsa per un valore unitario di 6,75 euro, per oltre 8 miliardi di quote presenti sul mercato dei capitali.

Poste Italiane: andamento delle quotazioni e consigli (grafico in tempo reale)


In seguito alla nomina del nuovo amministratore delegato, è stato approvato un Piano Industriale che prevede il raggiungimento di obbietti predefiniti entro il 2020. Sono stati fissati ben cinque punti fondamentali:

  • rendere più efficienti i servizi tradizionali di raccolta, consegna e spedizioni di pacchi e corrispondenza;
  • riguardare e migliorare i sistemi di pagamento;
  • migliorare il settore assicurativo;
  • rendere più efficienti i servizi offerti alle Pubbliche Amministrazioni e ai cittadini;
  • diventare più competitivi nel settore dei risparmi, rispetto alle banche.

Gli obbiettivi prefissati dalla nuova amministrazione di Poste Italiane hanno portato con sé una ventata di ottimismo che, nonostante il calo registrato nel primo trimestre del 2017 della quotazione Poste Italiane, fa ben sperare circa l’andamento al rialzo dei titoli azionari. Gli analisti, infatti, prevedono che la crescita sarà superiore alle previsioni fatte, ipotizzando che il valore massimo delle azioni possa superare gli 8 euro.

Come Comprare le Azioni Poste Italiane

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Filippo Martin

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Filippo Martin – Fondatore, editore, design, direttore editoriale Giornalista pubblicista, gestisce numerosi siti web. Web Content e Web Designer da 7 anni, appassionato di finanza, tecnologia e criptovalute

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