Bonus Renzi 80 euro: come funziona? E nel 2020?

A chi spetta il Bonus 80 euro o Bonus Renzi in busta paga? Quali sono i lavoratori che hanno diritto a percepire il Bonus Renzi? Quali sono i requisiti necessari e come funziona? Per l’anno 2020 sarà definitivamente sostituito? Ecco le novità del Governo di Salvini.

Bonus Renzi 80 euro: che cos’è?

Che cos’è il Bonus Renzi 80 euro? Introdotto con il Decreto Legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), il Bonus Renzi è divenuto strutturale con la Legge di Stabilità 2015 (articolo 1, commi 12-13 e 15, legge 23 dicembre 2014, n. 190).

Si tratta di un credito IRPEF di 80 euro mensili riconosciuto al lavoratore dipendente dal datore di lavoro nella sua qualità di sostituto d’imposta.

Il Bonus viene riconosciuto direttamente in busta paga e non è necessario presentare alcuna istanza da parte del lavoratore.

Bonus Renzi: obiettivi

Quando Matteo Renzi introdusse il Bonus 80 euro, la principale finalità era quella di sostenere i nuclei familiari a basso reddito, colpiti dalla crisi economica, il cui potere d’acquisto si era ridotto notevolmente.

Grazie a questa misura, secondo le valutazioni della Banca d’Italia, il potere d’acquisto delle famiglie italiane è cresciuto e si è tradotto in un timido aumento dei consumi e della crescita economica del Belpaese.

Dunque, il Bonus Renzi si è rivelato uno strumento assai utile che ha avuto un l’effetto espansivo sui consumi degli italiani, in particolare del ceto medio-basso.

Bonus 80 euro: come funziona?

Come già anticipato, il Bonus Renzi consiste nell’erogazione di 80 euro al mese ai lavoratori dipendenti e assimilati in possesso di determinati requisiti.

Essendo un’agevolazione per la riduzione del cuneo fiscale, il Bonus 80 euro consiste nel riconoscimento agli aventi diritto di un credito IRPEF, pari a un contributo annuale che può arrivare ad un massimo di 960 euro annuali, il quale non concorre alla formazione del reddito.Il contribuente che non sia in possesso dei requisiti per il riconoscimento del credito IRPEF deve comunicare al sostituto d’imposta di non averne diritto.

Bonus Renzi: importi e limiti

Per effetto della Legge di Bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) sono stati innalzati i limiti di reddito per l’accesso al bonus.

Il diritto a percepire il credito IRPEF è riconosciuto in presenza di un reddito netto non inferiore a 8.000 euro e non superiore a 26.600 euro.

Nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 24.600 e 26.600 euro, il credito spettante viene così calcolato: [(26.600 euro – reddito complessivo) x 960 euro]: 2.000 euro.

Bonus Renzi: requisiti soggettivi

La normativa vigente riconosce un credito IRPEF a tutti quei lavoratori dipendenti di cui all’articolo 49, commi 1-2, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), oppure ai lavoratori che percepiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui all’articolo 50, comma 1 del TUIR:

·      somme corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, sussidio per fini di studio o addestramento professionale;

·      compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative;

·      redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;

·      compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;

·      prestazioni pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124;

·      remunerazioni dei sacerdoti;

·      compensi per lavori socialmente utili.

Non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini del Bonus l’eventuale quota di TFR anticipata in busta paga.

Addio al Bonus Renzi?

A partire dal prossimo anno si dovrà dire definitivamente addio al Bonus Renzi? Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato l’abolizione del credito IRPEF introdotto da Matteo Renzi: gli 80 euro spetteranno solo a chi percepisce 13.000 euro annui.

In fin dei conti dovevamo aspettarci l’abolizione del Bonus Renzi: il Governo di Salvini ha introdotto interessanti misure a favore di chi ha perduto il lavoro (Reddito di cittadinanza).

Inoltre, Conte ha annunciato che sono allo studio sgravi IRPEF volti a ridurre il cuneo fiscale.Così in sostituzione della misura introdotta da Matteo Renzi, a partire dal 2020 saranno introdotte detrazioni fiscali proporzionali al crescere del reddito imponibile.

E c’è chi mostra perplessità in merito all’abolizione definitiva del Bonus Renzi 80 euro: si tratta di dubbi relativi all’efficacia, all’equità ed al buon equilibrio dei conti del bilancio statale.

Le ipotesi di surrogare definitivamente il Bonus 80 euro con le detrazioni favorirà chi i lavoratori con redditi più elevati a scapito delle fasce reddituali più deboli.

Le detrazioni scatteranno dagli 8.145 euro e incrementeranno progressivamente sino alla soglia dei 13.000 euro.

Di qui, si comprende che ne deriverà un danno per chi ha più bisogno di maggiore sostegno e supporto dal punto di vista dei benefici economici.

La questione sull’abolizione del Bonus Renzi “spacca” Lega e Movimento 5 Stelle sull’unità di vedute dello strumento sostitutivo nel Bonus 80 euro.

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