Come investire in borsa nel 2019

Come investire in borsa

Per chi cerca sbocchi alternativi ai propri investimenti, la Borsa può rappresentare una buona soluzione, a patto di sapere a cosa si va incontro. Nel corso del 2018, infatti, chi ha deciso di dirottare i propri soldi sulle piazze azionarie non è stato ripagato come invece era avvenuto nel corso degli anni precedenti.

Nonostante la crescita degli utili delle società quotate si sia attestato intorno al 20% negli Stati Uniti e al 10% nel resto del globo, i listini azionari hanno segnato consistenti arretramenti, in quanto molti investitori hanno deciso di vendere palesando notevole sfiducia nell’evoluzione della situazione economica.

Proprio alla luce di quanto successo, molti si pongono perciò una precisa domanda: come investire in Borsa nel 2019?

Il parere di Goldman Sachs

Come ogni anno, la banca d’affari Goldman Sachs ha pubblicato un rapporto sulle prospettive per il nuovo anno. Nel report sono state avanzate una serie di previsioni tenendo d’occhio i fattori che potrebbero influire molto sui mercati azionari nel corso dell’anno.

Tra gli eventi in grado di creare notevoli problemi, gli analisti di Goldman Sachs hanno fatto riferimento in particolare alle possibilità di una vera e propria guerra commerciale a seguito delle politiche inaugurate da Trump per colpire in particolare i produttori orientali e tutelare le aziende statunitensi.

Altri elementi che potrebbero poi ripercuotersi con notevole forza sugli indici azionari sono la perdita di forza dell’economia cinese e alcune crisi locali, come quella che contrappone Italia e Unione Europea.

Come comportarsi di fronte a questi eventi? Già il titolo del report sembra una chiara indicazione al proposito: “Down but not out”, che tradotto in italiano vuol dire “al ribasso, ma senza fuggire”.

Altra indicazione fornita è poi quella relativa ai mercati azionari dei Paesi emergenti, i quali potrebbero remunerare chi decida di puntarvi soprattutto in considerazione del fatto che è prevista una salita stabile del corso economico per queste realtà.

Le previsioni di Deutsche Bank

Anche Deutsche Bank ha espresso il suo parere sull’anno appena iniziato, iniziando la propria analisi proprio dai fattori che potrebbero limitare la crescita dell’economia nei prossimi dodici mesi.

Anche in questo caso tra le possibili criticità viene indicato il dissidio tra Italia e Unione Europea in relazione alla cosiddetta Manovra del Popolo, che potrebbe rivelarsi il prodromo ad un vero e proprio conflitto in grado di innescare conseguenze al momento non prevedibili.

Altro motivo di preoccupazione è poi quello relativo alla Brexit, ovvero alla definitiva fuoriuscita del Regno Unito dall’UE. Soprattutto ove esso avvenisse in maniera disordinata e senza un accordo preventivo tra le parti, potrebbe innescare una reazione a catena in grado di generare notevoli ricadute.

Per quanto concerne invece la situazione economica, gli analisti della maggiore banca privata teutonica indicano negli Stati Uniti la locomotiva che potrebbe far salire la crescita globale sino al 3,8%. L’Europa dovrebbe invece rallentare, ma senza arrivare alla tanto temuta recessione evocata da più parti.

A pesare potrebbe essere anche la fine dell’ormai celebre bazooka di Mario Draghi, quel Quantitative Easing che è servito in questi anni a sostenere il sistema bancario e la tenuta del sistema.

Il rapporto di Morgan Stanley

Altra istituzione bancaria che non poteva far mancare il suo parere è poi Morgan Stanley, che conferma per grandi linee quanto detto sinora in relazione alle piazze azionarie dei Paesi emergenti, per le quali è consigliato l’acquisto, a differenza di quelle statunitensi, giudicate invece rischiose a fronte di un rallentamento del PIL che dovrebbe attestarsi al 2,3% nel 2019 per poi scendere ulteriormente nel 2020 a 1,9%.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, Morgan Stanley consiglia di investire in Polonia, Brasile, Indonesia, Thailandia, Perù e India, e di rimanere lontani da Colombia, Messico, Emirati Arabi e Filippine.

Come investire in Borsa

Come investire in Borsa? Le possibili strade sono due: l’acquisto diretto di azioni o il trading online.

L’acquisto diretto di azioni rappresenta un notevole rischio per chi non sia dotato di sufficienti basi economiche. Puntare su un titolo presuppone un lungo lavoro teso a capire se quell’asset sia quotato per quello che vale, oppure presenti dei margini sui quali puntare per far fruttare il proprio investimento.

Un lavoro di analisi in cui entrano in gioco svariati fattori che fanno riferimento non soltanto al reale stato dell’azienda considerata, ma anche alla macroeconomia e che possono rivelarsi sfuggenti.

Il trading online è invece l’investimento portato avanti su una piattaforma telematica che offre i propri servizi in tal senso. In questo caso non è necessario il possesso diretto del bene, soprattutto ove si punti sui CFD (Contract for Difference), strumenti che permettono di puntare su un asset sottostante al fine di individuarne l’apprezzamento o la discesa delle quotazioni.

Naturalmente in questo caso occorre scegliere il broker giusto, in modo da evitare truffe e tra le piattaforme che si sono distinte in questo settore nel corso degli anni va sicuramente ricordato eToro. L’operatore israeliano, infatti, ha saputo garantire ai suoi trader un modo di investire, il copy trading, che ricorda molto da vicino il modus operandi dei social network.

Anche in questo caso, infatti, il principio cardine è quello della condivisione e ad essere condivise sono le operazioni portate avanti dai trader più noti. Ai principianti basta copiare le strategie di questi investitori certificati per riuscire a tradare in condizioni di notevole sicurezza.

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Investire con MoneyFarm

C’è poi un altro modo di investire in Borsa, quello che consiglia l’utilizzo di un professionista in grado di indirizzare al meglio i soldi a lui affidati. Si tratta del consulente finanziario, una figura sempre più affermata che può operare all’interno di una banca oppure autonomamente.

La società di consulenza finanziaria più nota attualmente in Italia è MoneyFarm, nata nel 2011 e capace di implementare la sua notorietà grazie ad una campagna pubblicitaria molto intensa. La comunità di investitori che si è radunata sotto le sue insegne vanta attualmente circa 80mila utenti, un numero di clienti che sembra destinato ad aumentare nel prossimo futuro.

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Filippo Martin

Filippo Martin

Filippo Martin – Fondatore, editore, design, direttore editoriale Giornalista pubblicista, gestisce numerosi siti web. Web Content e Web Designer da 7 anni, appassionato di finanza, tecnologia e criptovalute

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