CRO Bonifico Bancario: Come ottenerlo

Vota questo articolo

CRO

CRO Bonifico, tutto quello che devi sapere! Il bonifico bancario è ormai diventato norma quando si tratta di trasferire denaro da un conto bancario ad un altro.

Soprattutto il varo del bonifico istantaneo ha notevolmente incuriosito molti utenti, proprio in considerazione della velocità che distingue questa formula, la quale può consentire di trasferire denaro da un conto corrente a un altro in un arco temporale inferiore ai dieci secondi.

Arrivata in Europa nel 2017, tale tipologia di pagamento va ad azzerare di fatto i giorni di valuta e consente di trasferire sino a 15mila euro per ogni singola operazione, con una piena disponibilità lungo tutto l’arco della giornata.

TI POTREBBE INTERESSARE: MIGLIORI CONTI CORRENTI ONLINE

CRO Bonifico

In attesa che anche il sistema bancario abbia metabolizzato la portata di questa novità, che ha interessato nella prima fase solo tre istituti di credito italiani (Banca Sella, Unicredit e Intesa San Paolo), i bonifici potranno continuare ad avvenire nel modo tradizionale, che del resto ha riscosso un notevole gradimento da parte del grande pubblico.

Sono in effetti molti i soggetti che hanno deciso nel corso degli ultimi anni di utilizzarlo, proprio perché è si è dimostrato uno strumento in grado di facilitare notevolmente i pagamenti tra un soggetto e l’altro, soprattutto in termini di velocità, ovvero una delle necessità cui guarda con maggiore attenzione l’utenza, per ovvi motivi.

Solitamente per effettuare un bonifico basta recarsi presso l’istituto bancario ove si detiene il proprio conto, provvedendo a compilare la distinta delegata ad attestare e certificare il procedimento.

Nel documento in questione occorre naturalmente indicare una serie di dati i quali hanno il preciso fine di testimoniare l’avvenuta transazione e siglarla con assoluta precisione. Tra di essi vanno ricordati in particolare il nome dell’istituto bancario, la causale del versamento e il codice IBAN.

La digitalizzazione dei servizi bancari ha reso possibile fare il bonifico anche per via telematica, una modalità che ha preso sempre più piede nella parte più dinamica della clientela, ovvero quella giovanile, più avvezza all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.

Naturalmente una novità di questa portata è destinata a diffondersi sempre di più, considerato come molti servizi e prodotti siano ormai oggetto di transazione online, proprio per la convenienza che le piattaforme per il commercio elettronico sono in grado di assicurare ad una utenza sempre più smaliziata.
In un caso o nell’altro, comunque, spesso si rende necessario produrre la prova che un pagamento è stato effettuato. Ad attestarne l’effettuazione può essere in particolare il CRO, acronimo di Codice Riferimento Operazione. Di cosa si tratta precisamente?

Cos’è il CRO e a cosa serve

In molti casi diventa importante poter dare prova dell’avvenuto pagamento in relazione all’acquisto di un servizio oppure di un bene. Il modo migliore al fine di consentire una verifica probante in tal senso e rendere possibile anche la tracciabilità dell’operazione è rappresentato dal CRO.

La sua rilevanza è stata aumentata nel corso del tempo proprio dallo spostamento di moltissime operazioni sulle piattaforme predisposte sul web con il preciso fine di rendere possibile l’home banking, ovvero la gestione del proprio conto bancario mediante i dispositivi tecnologici di ultima generazione.

Una esigenza sempre più avvertita anche in un Paese in fondo tradizionalista come il nostro, ove coloro che vi ricorrono sono aumentati del 31% negli ultimi dodici mesi, in base ad una indagine condotta da Nielsen e-Finance.

In tal modo anche le ricevute attestanti i versamenti si sono smaterializzate, assumendo un formato digitale al posto di quello cartaceo.

La vera e propria rivoluzione in atto ha reso quindi necessario dare vita ad un sistema cui riferirsi per poter avere l’opportunità di verificare la reale effettuazione di alcune operazioni.

Per cercare di ovviare a questa necessità, il mondo bancario e finanziario ha deciso di approntare una serie di strumenti affidandogli il compito di poter monitorare al meglio alcuni processi, tra i quali appunto i bonifici bancari.

Strumenti che si fondano su parametri numerici e codici i quali possono rendere possibile verificare in maniera stringente l’effettiva esecuzione di un pagamento e al contempo garantire il massimo di sicurezza alle operazioni che vedono coinvolti i soldi della clientela.

Tra questi sistemi spicca appunto il CRO, il codice di riferimento operazione, che è composto da undici numeri e la cui funzione consiste proprio nell’andare ad identificare con assoluta precisione una determinata transazione che avviene tra due banche, quella che la dispone e quella che la riceve.

Il suo significato può essere compreso abbastanza facilmente da chi si ritrova ogni giorno a dover eseguire o ricevere bonifici nell’ambito della sua attività lavorativa.

Nel primo caso, infatti, può succedere di vedersi richiesta dalla controparte un riscontro dell’avvenuto versamento relativo ad un’attività svolta o per un bene venduto.

Nel secondo può invece diventare molto importante avere la prova che il pagamento sia stato effettuato, proprio al fine di poter programmare al meglio la propria attività senza lasciare nulla al caso. Occorre peraltro sottolineare come si tratti di una prova che può anche fare da base legale in caso di controversia in quanto delegata ad attestare il diritto al credito da un cliente.

Andrebbe a questo punto segnalato come il Codice di Riferimento Operazione (CRO) non riguardi solo ed esclusivamente i bonifici, ma possa essere utilizzato anche nell’ambito di altre operazioni o disposizioni, ad esempio nell’eventualità che si intenda bloccare tutte le operazioni di una carta la quale sia stata persa, sottratta o clonata.

In questo caso il codice serve allo scopo di poter risalire al preciso istante nel quale è stato ordinato il blocco della carta da parte del titolare e al fine di conoscere le specifiche ragioni che hanno consigliato l’atto.

Perché è importante il CRO?

L’importanza del CRO dipende in particolare dal fatto che in sua assenza riuscire a rintracciare un determinato bonifico può in effetti trasformarsi in una operazione estremamente complessa e di conseguenza destinata ad allungare i tempi.

Il problema è che a volte, ad esempio in ambito commerciale, chi necessita di rintracciare un determinato bonifico non ha questo tempo a sua disposizione e ha invece la necessità di risolvere la situazione creatasi in fretta.

Avendo a disposizione il CRO può così riuscire a coronare la sua ricerca senza che i tempi tecnici vadano a dilatarsi in maniera considerevole e tale da provocare infine un danno.

A questo proposito andrebbe anche ricordato come attualmente nell’ambito del sistema SEPA (Single Euro Payments Area) un bonifico dovrebbe impiegare tra una e due giornate lavorative al fine di poter essere accreditato sul conto del destinatario.

Se dopo questo lasso di tempo il pagamento non dovesse risultare, potrebbe quindi essersi verificato un intoppo o comunque un problema tale da ritardare o addirittura impedire l’accredito. Conoscere un dato identificativo come quello rappresentato dal CRO può con tutta evidenza facilitare le eventuali operazioni di ricerca e tracciamento del bonifico, senza dover consultare la banca per la risoluzione del problema, almeno in un primo momento.

Come si riconosce il CRO e come può essere ottenuto

Il Codice Riferimento Operazione è composto da 11 cifre, con l’eccezione di quello fornito da Poste Italiane, che presenta 4 cifre aggiuntive tese proprio a far riconoscere subito il suo carattere di bonifico postale e non bancario.

Proprio facendo riferimento a questo dato può quindi essere rintracciato all’interno di un bonifico intercorso tra due istituti bancari diversi.

In pratica il CRO viene emesso in concomitanza con l’avvio dell’operazione tesa a trasferire fondi da un conto corrente ad un altro che sia stato aperto in un istituto bancario diverso da quello del soggetto erogante. Può però succedere che sulla distinta esso non compaia, costringendo quindi a coinvolgere la banca nella ricerca.

Per farlo è necessario fornire una serie di dati come la data, il destinatario e l’importo complessivo dell’operazione.

Come tracciare il CRO

Grazie al CRO il beneficiario può avere la prova che il bonifico è stato effettuato visto che con il CRO puoi tracciare l’operazione fatta anche tramite appositi siti online per tracciare il CRO, come per esempio http://www.verificacro.it/

Il TRN: cosa è

Occorre però a questo punto precisare come con l’avvento dell’area SEPA, cui aderiscono ben 33 Paesi europei e che costituisce un’area in cui i servizi bancari avvengono secondo determinate regole che sono uguali per tutti, il CRO sia stato sostituito dal TRN, acronimo di Transaction Reference Number, ovvero un altro codice alfanumerico, stavolta formato da ben trenta numeri e/o cifre.

Proprio al suo interno è contenuto anche il CRO, tra il sesto e il sedicesimo carattere.

Nel caso in cui sulla distinta compaia quindi questo secondo codice, si può facilmente estrarre il CRO in modo da comprovare l’avvenuta effettuazione del bonifico.

Le operazioni necessarie dopo la verifica

Una volta che sia stata sancita l’effettiva correttezza del CRO, ma il bonifico non è ancora stato accreditato sul proprio conto corrente, si rende necessario contattare la banca proprio al fine di verificare la sua effettiva presenza nel sistema.

Per farlo occorre fornire all’operatore il codice preciso in modo da consentirgli di far partire l’indagine tesa a rilevare il problema che ne ritarda l’arrivo a destinazione.

Ben diversa è invece l’eventualità che il codice sia errato. In tal caso, infatti, diventa obbligatorio coinvolgere nella ricerca colui che ha ordinato il bonifico, in quanto è abbastanza evidente come l’errore sia stato commesso all’origine.

E’ sempre necessario utilizzare il CRO?

Quanto detto sinora dovrebbe far agevolmente comprendere l’importanza del CRO. Molti però si domandano se sia sempre necessaria la sua utilizzazione quando si effettua un bonifico. La risposta è negativa, in quanto può essere sostituito dal codice IBAN, che però provvede a rendere più farraginoso l’iter procedurale, allungando i tempi.

Occorre anche ricordare come il CRO possa essere utilizzato in una sola operazione, per poi essere rigenerato dal sistema ogni volta che si vada ad effettuare una operazione di questo genere. Un modus operandi teso con tutta evidenza ad implementare il quadro di sicurezza che deve caratterizzare questo genere di operazioni finanziarie.

La differenza tra il CRO e il CRI

Sino a questo momento abbiamo parlato di operazioni interbancarie, ovvero quelle che hanno luogo tra un istituto bancario e l’altro. Molti bonifici, però, vengono compiuti dall’ordinante a favore di un beneficiario che ha aperto il suo conto proprio all’interno della stessa banca.

In casi di questo genere il codice CRO viene sostituito da quello CRI, acronimo di Codice di Riferimento Interno. Anche questo codice, comunque, svolge la stessa funzione, permettendo ai soggetti implicati nella transazione di operare una verifica stringente sull’effettiva riuscita dell’operazione.

Iscriviti al Canale Telegram per ricevere le news ---> CLICCA QUI
  TOP 9 Risorse Utili:

COME INIZIARE CON BITCOIN E CRIPTOVALUTE

PER ISCRIZIONE: CLICCA QUI

ll 76% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro nel trading con CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi. I Cryptoasset sono prodotti di investimento non regolamentati altamente volatili. Nessuna protezione degli investitori dell’UE.
The following two tabs change content below.
Filippo Martin

Filippo Martin

Filippo Martin – Fondatore, editore, design, direttore editoriale Giornalista pubblicista, gestisce numerosi siti web. Web Content e Web Designer da 7 anni, appassionato di finanza, tecnologia e criptovalute

Leave a Reply

Ecco Come Guadagno + di 65722 € al meseScopri di più