Futuro crollo di Bitcoin secondo Goldman Sachs

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Goldman Sachs: “Bitcoin potrebbe scendere al di sotto dei minimi di Febbraio”

Questo primo trimestre del 2018 sembra proprio non voler lasciare spazio alle buone notizie sul mondo del mercato delle criptovalute, che dopo una serie di vicissitudini (dall’enorme dump di Gennaio sino alle teorie sulle cause del crollo dei prezzi come il capodanno Cinese), ci ripropone ancora una volta “l’allarme crollo” previsto dalla squadra “premonitrice” del team di analisi tecnica di Goldman Sachs.

L’allarme lanciato dal team parlerebbe di una rottura dei prezzi sul supporto dei minimi di Febbraio, ciò implicherebbe una nuova e vertiginosa discesa verso i 6000 dollari, notizia da non prendere a cuor leggero soprattutto per i retail trader entrati sul mercato dopo il brusco crollo dei prezzi di Gennaio.

Tale preoccupazione si estenderebbe anche sulle altcoin le quali, negli ultimi 90 giorni sembrerebbero reagire quasi in maniera “manipolata” ai crash di Bitcoin, dunque ci si aspetterebbe una nuova flessione sull’intero mercato.

Cambiando però il punto di vista a favore dei grandi investitori, ci ritroveremmo in un momento storico molto importante che fornirebbe la possibilità di rigenerare alti volumi con l’ingresso di nuova liquidità restituendo così linfa vitale alla dominance di Bitcoin, scesa di circa 70 miliardi di dollari negli ultimi giorni.

Secondo la nota di Goldman Sachs per scongiurare il rischio di nuovi minimi dovremmo veder tornare il prezzo sulla fascia dei 9300 dollari per vederlo stabilizzare e lateralizzare in attesa di un nuovo trend rialzista.

Nei giorni scorsi il prezzo di Bitcoin ha provato a rompere con un doppio massimo la resistenza sui 12000 dollari senza successo e se ciò dovesse accadere potremmo cautamente e ottimisticamente teorizzare una nuova ascesa di Bitcoin verso i suoi massimi storici di dicembre 2017.

Rimaniamo quindi con gli occhi puntati sui grafici per scoprire come si comporterà il prezzo di BTC nei prossimi giorni.

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