Green bond: investire in modo sostenibile

Il concetto di finanza sostenibile si sta progressivamente diffondendo in vari ambiti, compreso quello dei bond. Sono infatti disponibili già da alcuni anni le obbligazioni ecosostenibili, emessi sia da alcune imprese private, sia dalla Banca Europea degli Investimenti. Di fatto si tratta di obbligazioni con tutte le caratteristiche dei bond di altro genere, il capitale raccolto viene però sfruttato esclusivamente per progetti ecosostenibili, green.

Quando un bond si può dire green

Un bond è uno strumento a credito, che viene utilizzato da un’impresa o da un ente per raccogliere capitale da utilizzare in progetti di vario genere. Tutti conoscono i BTP, che sono sostanzialmente bond dello Stato italiano, emessi per poter avere a disposizione fondi da utilizzare in vari progetti a livello nazionale.

Un bond si può dichiarare green quando segue i principi indicati dall’ICMA, chiamati appunto green bond principles. Si tratta di semplici linee guida: chi emette un green bond e non segue alla lettera tali indicazioni non riceve alcun tipo di sanzione. È vero però che il mercato ha ormai recepito queste linee guida, che riguardano sia il tipo di progetti in cui chi raccoglie il capitale intende investire, sia la necessità di specificare in maniera precisa e trasparente la gestione dei proventi ottenuti. Le linee guida non hanno nulla a che fare con il potenziale rendimento dei green bond, a parte il fatto che gli investitori devono essere regolarmente informati.

Come si investe il capitale prestato dagli investitori

Chi emette un green bond può essere un’impresa pubblica o privata; come abbiamo già accennato anche la banca europea degli investimenti ha emesso dei bond verdi. È però importante che i progetti in cui si investe il capitale raccolto abbiamo alcune specifiche caratteristiche. Si può trattare di progetti nuovi o di realtà già in essere che devono però essere circoscritte ad attività che riguardano l’ambito dell’efficienza energetica, dell’energia da fonti rinnovabili, l’uso sostenibile dei terreni e dell’acqua, la prevenzione dell’inquinamento da tutte le fonti, il trattamento e il riciclo dei rifiuti, l’implementazione di mezzi di trasporto ecologici, l’edilizia eco compatibile ed eco sostenibile.
I primi green bond sono stati emessi nel 2007; da allora il numero di obbligazioni verdi ha continuato a crescere, con un grande successo da parte degli investitori.

Perché sono interessanti

Quando un nuovo prodotto disponibile sul mercato ottiene un certo successo il primo pensiero che si ha è che offra una elevata remunerazione. Nel caso dei green bond in effetti il loro successo non è da attribuirsi solo a questa caratteristica. Chi investe in ambito verde, ecosostenibile, con un occhio di riguardo per l’ambiente, lo fa anche perché ha a cuore il nostro pianeta, l’ecosistema. Lo stesso si può dire per le azioni e i fondi ESG: le caratteristiche di un fondo ecosostenibile stanno diventando sempre più importanti e attirano nuovi investitori, ma questo non significa che la proposta in termini economici sia la migliore possibile.

È vero però che le caratteristiche green sono quelle che oggi rendono particolarmente interessante qualsiasi progetto, con maggiori probabilità che abbia le carte in regola per ottenere successo in futuro. Chi intende investire in green bond lo fa però soprattutto per l’attenzione all’ambiente da parte di chi usa il capitale raccolto e non per la potenziale o molto probabile remunerazione. Si tratta semplicemente di cercare di fare la propria parte per quanto riguarda la prevenzione dell’inquinamento e degli sprechi di materie prime.

Per altro è importante notare come alcuni green bond siano stati emessi da enti governativi, cosa che li rende ovviamente più sicuri e degni di maggiore attenzione. Se si desidera fare qualcosa per l’ambiente investire in un prodotto del genere può essere rivelarsi una soluzione valida.

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