Mining Ethereum: Come minare? Conviene?

Le criptovalute continuano ad essere oggetto di serrata discussione. Da una parte chi le sostiene afferma i benefici che possono apportare soprattutto dal punto di vista dell’inclusione finanziaria e di una velocizzazione delle transazioni in cui siano impiegate. Dall’altra troviamo invece i detrattori, coloro che sostengono trattarsi di una vera e propria truffa o di uno strumento perfetto per le attività criminali. In particolare, secondo questi ultimi, Bitcoin e Altcoin sarebbero ideali per chi intenda ripulire capitali sporchi.

Una discussione destinata a durare ancora per molto, oscurando altre tematiche che invece andrebbero chiarite meglio, come quella legata al mining di criptovalute.

Mining Ethereum

Mining Ethereum

Cos’è il mining di criptovalute?

Per mining si intende l’attività di calcolo per effetto del quale i cosiddetti minatori aggiungono blocchi alla catena su cui si fondano le monete virtuali. Per poter portare avanti in maniera proficua questa attività serve solitamente hardware molto potente. Va inoltre sottolineato che con il passare del tempo l’attività in questione diventa sempre più impegnativa, comportando un continuo progresso tecnologico in grado di supportarla. Tanto da spingere molte persone, magari interessate a partecipare a quello che si prefigura come un business, a porsi una precisa domanda: conviene fare mining? La risposta dipende da alcuni fattori di non poco conto.

Mining di Ethereum: conviene?

Ethereum è considerato il maggior rivale di Bitcoin. La sua creazione è dovuta al fertile ingegno di Vitalik Buterin, che ha lanciato il progetto nel 2013, pubblicando il White paper in cui si spiegavano le sue caratteristiche e gli obiettivi.
Alla stregua del Bitcoin e delle altre divise virtuali, Ethereum è decentralizzato, ovvero non è controllato da governi o istituzioni finanziarie.

Sin dall’inizio Ethereum ha catalizzato grande favore presso addetti ai lavori e investitori. Un favore derivante in particolare dal fatto che questa moneta virtuale andava in pratica ad eliminare alcuni dei difetti più vistosi del Bitcoin, in particolare quello della velocità delle transazioni. A supportare il progetto è peraltro arrivata nel corso del 2017 la Ethereum Enterprise Alliance, ovvero un ente in cui sono raggruppate alcune aziende molto importanti nei rispettivi settori di competenza.

Tra di esse troviamo attori di prima grandezza come Microsoft, UBS, Intel e JP Morgan. Scopo del consorzio è quello di arrivare ad un grado di funzionalità della tecnologia tale da risultare utile per un impiego nelle infrastrutture aziendali.
Per quanto riguarda la sua creazione, anch’essa dipende dal mining, ovvero dall’attività di calcolo messo a disposizione da una rete di utenti tramite il proprio hardware. Chi partecipa all’attività di estrazione viene premiato con un determinato quantitativo di token, gli Ether. Chi lo fa, deve però cercare di capire in via preliminare se la partecipazione è vantaggiosa o meno.

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Minare oggi Ethereum conviene solo a determinate condizioni

Il mining di Ethereum è stato a lungo possibile anche con il semplice impiego delle schede grafiche dei comuni personal computer. Questo sino al 2017, quando si è verificata una svolta in negativo in tal senso, in quanto la potenza di calcolo necessario per estrarre i token è salita a livelli insostenibili per i singoli miners che aderivano all’attività con i loro terminali.

Per cercare di ovviare, nell’aprile 2018 l’azienda Bitmain, che si dedica alla produzione di ASIC (acronimo di application specific integrated circuit), ovvero i dispositivi che possono agevolare notevolmente il mining, ha lanciato Antminer E3, espressamente dedicato all’attività di estrazione per ETH. Si tratta di un dispositivo non solo più potente delle altre GPU dedicate all’attività, ma anche notevolmente meno caro in termini di prezzo. Si tratta comunque di un prezzo importante, che deve essere valutato prima di decidere se acquistare il device, magari tenendo conto della grande volatilità della quotazione di Ethereum.

La volatilità del prezzo di Ethereum

Quando si parla di Ethereum, come del resto di tutte le monete virtuali, si parla di asset estremamente volatili. Ovvero di strumenti finanziari che vedono notevoli oscillazioni di prezzo anche in archi temporali molto limitati. Una volatilità che fa del settore un mercato molto liquido, ma anche estremamente rischioso.

Non solo per chi decida di investire sul possesso del token, ma anche per chi si dedichi al mining. Basti pensare in tal senso che se nel maggio del 2018 Ethereum era quotato circa 726 euro, attualmente ne vale circa 172. Per chi magari abbia deciso di comprare Antminer E3 in quel periodo, invogliato dalle prospettive di una ulteriore salita del prezzo di ETH, tale decisione si è rivelata un notevole problema alla luce del crollo che ha avuto luogo da allora.
Allo stesso tempo va ricordato come la ricompensa spettante per l’estrazione di Ethereum tenda ad aumentare se di converso diminuisce il numero di minatori. Come effettivamente accaduto nell’anno e mezzo intercorso dall’arrivo di Antminer E3.

I vari tipi di mining Ethereum

Altra domanda che esige una risposta è la seguente: quanti modi esistono per fare mining? Va infatti sottolineato come minare Ethereum non sia una attività limitata al solo personal computer.
Oltre ai possessori di una macchina dotata di CPU e scheda video adeguate, possono infatti fare mining autonomo anche altri soggetti intenzionati ad investire nel settore.

La partecipazione all’attività di estrazione può infatti essere portata avanti rivolgendosi alle società espressamente dedicate al mining. I mining pool, questo il nome delle aziende in questione, operano in luoghi in cui stipano le loro apparecchiature predisposte per questo utilizzo, provvedendo ad affittarne una parte. In pratica si può sottoscrivere un contratto con queste aziende acquistando la capacità di calcolo che si desidera per poi ricevere in cambio mese dopo mese il corrispettivo minato. Si tratta di una pratica che consente a queste aziende di godere di una rendita fissa grazie alla quale vanno ad ammortizzare la spesa iniziale, che è naturalmente elevata.

Molte di queste società, al fine di ottimizzare i costi, affittano sedi in Paesi ove il costo dell’elettricità è meno elevato.
In questo momento, ad esempio, un hub per minare Ethereum in maniera conveniente è rappresentato dalla Bulgaria. In questo Paese, infatti, il costo dell’elettricità è di un terzo circa rispetto a quello italiano. Altro Paese che ha presentato a lungo condizioni ideali per il mining è l’Iran, ove però il governo ha deciso ad un certo punto di sospendere le forniture di energia elettrica alle aziende che estraevano criptovalute.

A motivare questa decisione è stato un aumento del 7% del quantitativo di energia consumata nell’intero Iran. L’attività potrà riprendere solo una volta fissato un nuovo prezzo riservato proprio ai miners, che nel frattempo hanno deciso di provvedere spostandosi nelle moschee, ove l’energia elettrica non si paga per decisione governativa.

Attenzione alle truffe

Il discorso relativo ai cosiddetti mining pool deve però essere integrato da un’avvertenza molto importante. Nel passato, infatti, si sono verificati molti casi di vere e proprie truffe, nei confronti di chi voleva partecipare per questa via all’estrazione dei token. Alcune aziende sono letteralmente scomparse dopo aver attirato potenziali clienti e avergli fatto versare cifre notevoli.

Altre aziende, invece, sono accusate di non corrispondere quanto effettivamente dovuto agli utenti gonfiando le proprie provvigioni. Una serie di comportamenti opachi che dovrebbero far riflettere chi abbia ancora intenzione di affittare potenza di calcolo in questo modo.

Comportamenti che rendono ancora più incerti i contorni di un’operazione che peraltro, secondo le simulazioni fatte di recente, molto difficilmente conviene. In base a questi calcoli, infatti, portati avanti facendo leva su Coinwarz.com, una utility per il calcolo relativo al mining, minare Ethereum con Antminer E3 può costare una perdita di svariate centinaia di euro nel corso dell’anno. Un dato su cui occorre riflettere a fondo, prima di intraprendere il mining di Ethereum.

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