Mining Zcash: Come minare? Conviene?

Se il Bitcoin continua a monopolizzare l’interesse degli investitori e dell’opinione pubblica, occorre però sottolineare come il settore degli asset digitali sia ormai da anni in notevole fermento. Sono infatti molti coloro che tentano di cavalcare l’onda, proponendo criptovalute che si propongono di ripercorrere le orme di BTC.

Basti pensare al riguardo che Coinmarketcap, afferma l’esistenza di 2221 criptovalute e di 1339 token: le prime sono quelle che possono contare su una rete e una blockchain propria, i secondi sono invece costretti ad utilizzare strutture esterne per poter circolare. Si tratta però di numeri in continuo aggiornamento, proprio perché sono molti i progetti che vengono approntati di settimana in settimana, spesso solo a scopo speculativo. La maggior parte di essi è comunque destinata ad avere vita breve e a sparire presto senza lasciare tracce.

Tra quelli che hanno fatto registrare un notevole successo c’è anche Zcash. Di cosa si tratta?

Mining Zcash

Mining Zcash

Cos’è Zcash e come funziona?

Zcash è un progetto nato in origine come fork del Bitcoin, ovvero una modifica del codice originario con il preciso intento di riuscire a realizzare il miglioramento della celebre divisa virtuale attribuita a Satoshi Nakamoto. In particolare, Zcash si propone di conseguire un maggiore livello di privacy rispetto alla valuta originaria, una esigenza del resto molto avvertita dagli utenti. Va in effetti ricordato come non solo BTC, ma anche le altre principali criptovalute, sono considerate dagli esperti non del tutto affidabili sotto tale punto di vista.

Perché invece Zcash sarebbe in grado di garantire l’anonimato?

Il motivo consisterebbe in una serie di accorgimenti adottati nella sua fase di sviluppo, ovvero l’offuscamento di mittente, transazione e destinatario. In pratica nella blockchain non comparirebbero i dati che possono in effetti svelare dettagli fondamentali per poter individuare le persone implicate nell’operazione. Questo perché Zcash si basa su una tecnologia del tutto particolare, ovvero Zero Knowledge Proof, la quale permette la conferma dell’avvenuta transazione anche in assenza di una verifica probante dei dati.

A conferma di quanto detto sinora, va ricordato come secondo gli analisti proprio Zcash (e Monero) avrebbe sostituito BTC nelle transazioni che avvengono nel cosiddetto Dark Web. Si tratta in pratica di una parte minoritaria della rete, se si pensa che al suo interno sono presenti poche decine di migliaia di indirizzi Url, ovvero pochissimi se raffrontati ai trilioni presenti complessivamente su Internet. Proprio su questa parte minoritaria, però, hanno luogo transazioni illegali di droga, armi e comunque riferite ad attività criminali.

A questa prima peculiarità, se ne va poi ad aggiungere una seconda, che rende questa moneta virtuale molto appetibile per chi vuole partecipare alle operazioni di calcolo necessarie per l’estrazione dei token. Zcash, infatti, prevede un mining che è molto meno dispendioso nei confronti di quello che caratterizza il Bitcoin.

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Conviene minare Zcash?

Come è noto, l’attività di calcolo necessaria per poter minare BTC, sta diventando sempre più difficoltosa e, di conseguenza, dispendiosa. Il costo delle apparecchiature necessarie è in sensibile crescita e ad esso bisogna aggiungere quello derivante dalla necessità di impiegare una quantità sempre maggiore di energia elettrica. Per capire meglio la questione occorre fare riferimento ad un report pubblicato di recente ad opera di un famoso analista, Willy Woo. Lo studio afferma infatti che la produzione di BTC comporta un consumo pari a circa 70 TWh ogni dodici mesi. Si tratta della stessa quantità di energia che nel 2016 era necessaria per alimentare il web.

Oltre a questo dato, va poi ricordato che nel maggio del 2020 è atteso un evento che dovrebbe rendere ancora più aleatorio il guadagno per il mining di Bitcoin, ovvero il dimezzamento dei compensi spettanti ai miners. In queste condizioni acquistare oggi il necessario per l’attività di calcolo diventa un vero e proprio azzardo, in quanto il cosiddetto break-even ovvero il momento in cui l’investimento sarà totalmente ammortizzato diventa sempre più lontano nel tempo.
Il discorso, però, muta completamente registro se il mining riguarda Zcash, in quanto questa attività è strutturata in maniera del tutto diversa.

Come minare Zcash

Quando si affronta il tema relativo a come minare Zcash, occorre partire dal punto chiave: il gruppo di sviluppo di questa moneta virtuale ha infatti dato vita ad un procedimento che consente effettivamente a chiunque lo voglia di farlo. La sua capacità di estrazione va a dipendere infatti dalla RAM (Random Access Memory) di cui è dotato il computer su cui si desidera lavorare. A rendere possibile tutto ciò è stata l’adozione di un algoritmo di hash diverso da quello su cui viaggia il Bitcoin. Questo algoritmo, noto con il nome di Equihash è assolutamente incompatibile con l’hardware ASICS, quello che è stato appositamente sviluppato in modo da supportare il mining di BTC. Equihash è un algoritmo memory hard, di conseguenza in grado di adattarsi al meglio all’attività di estrazione portata avanti tramite impiego di GPU.
La logica conseguenza di questa decisione è che il mining di Zcash può essere portato avanti anche su macchine dotate di non eccessiva potenza. In tal modo i costi necessari per poter guadagnare vengono drasticamente abbattuti, avvicinando in maniera esponenziale il momento in cui il guadagno sarà effettivo.

Quanto si può guadagnare con il mining di Zcash?

Naturalmente chi si accosta alle problematiche relative al mining, vuole sapere quanto è possibile guadagnare aderendo a questo business. In via del tutto teorica possiamo dire che la risoluzione di un blocco nel caso di Zcash può produrre una ricompensa di 10 token.

Il compenso spettante è quindi tanto più alto, quanto nel frattempo si sarà impennata la quotazione di Zcash sui mercati finanziari. Considerato come tali quotazioni siano estremamente volatili, non è facile riuscire a definire con esattezza il guadagno effettivo che può premiare questo genere di operazioni.
Il problema è che per riuscire a risolvere un blocco, occorrono molte GPU e il posto in grado di ospitarle, ovvero un capannone. Si tratta di condizioni tali da impedire in sostanza il mining autonomo.
La domanda che consegue da quanto detto sinora, non può quindi che essere la seguente: come minare Zcash garantendosi un effettivo guadagno e senza dover sostenere costi di gestione difficilmente sostenibili?

Il mining pool: di cosa si tratta?

La risposta al quesito non può che essere il mining pool. Si tratta in pratica di un insieme di persone che uniscono la loro potenza di calcolo in modo da risolvere i blocchi per la criptovaluta individuata. Ognuno dei partecipanti dopo aver provveduto all’acquisto dell’hardware necessario si unisce ad altre persone in un pool. Per farlo occorre inaugurare un account personale per poi provvedere a scaricare il programma che sovrintenderà alle operazioni di mining.

Questi consorzi possono adottare procedimenti diversi nel pagamento delle ricompense spettanti ai singoli partecipanti. Ad esempio si può usare il metodo slush’s pool, noto anche come BPM, che prevede di premiare i partecipanti con un punteggio che è la risultante dell’hashrate e del tempo dedicato all’attività di estrazione dei blocchi.

In alternativa si può optare per il metodo p2pool o per quello Pay-per-Share. Il primo vede affidata ai singoli miners la gestione di un nodo p2pool, con conseguente formazione di una rete peer-to-peer. Chi partecipa deve poi provvedere a collegare il proprio software per l’estrazione al suo nodo locale. Lo stabilimento di una condivisione è seguita dalla comunicazione agli altri miners, così che ogni partecipante sappia chi sta contribuendo all’attività collettiva di calcolo e l’effettiva capacità apportata all’insieme.
Il Pay-per-Share prevede invece per per ogni parte di blocco risolta corrisponda un payout definito in partenza, detratto dal bilancio del consorzio, il quale può essere riscosso subito.

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