MoneyFarm Funziona? Ci sono opinioni negative?

moneyfarm opinioni negative

Chi decide di investire i propri soldi in attività di carattere finanziario si sottopone a notevoli rischi, proprio per le notevoli fluttuazioni cui sono sottoposti i mercati. Non tutti hanno la necessaria preparazione per capire quando un asset può essere effettivamente redditizio e, una volta che magari ciò sia stato stabilito per scegliere il momento giusto di entrare a mercato.

Si può cercare di capire la situazione dando vita all’analisi fondamentale, ovvero la disciplina che cerca appunto di stabilire il reale valore di un bene, cercando di capire se sia valutato in maniera congrua e, nel caso opposto sfruttare l’inadeguatezza della quotazione. Si tratta però di un modus operandi che solo gli specialisti possono portare avanti con successo.

L’alternativa è proprio quella di affidarsi a questi professionisti, ai quali sarà demandato il compito di individuare la via che può condurre a far fruttare il capitale ad essi affidato.

Tra le figure professionali che possono garantire risultati in tal senso ci sono anche i consulenti finanziari, che possono prestare la loro opera all’interno di una istituzione bancaria, oppure in maniera autonoma. Tra le società di consulenza finanziaria di cui si è molto parlato nel corso degli ultimi anni, un posto particolare spetta a MoneyFarm. Andiamo a vedere perché.

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Cos’è MoneyFarm: un po’ di storia

MoneyFarm è una società di consulenza finanziaria che ha visto la luce nel corso del 2011 su impulso di Giovanni Daprà e Paolo Galvani. Dopo essersi consolidata nel corso degli anni, oggi si giova dell’apporto di una sessantina di professionisti dislocati lungo il territorio nazionale, tra Milano e Cagliari, oltre che sulla piazza di Londra. A loro è affidata la cura di una comunità che ha ormai toccato quota 80mila e che continua ad infoltirsi.

Naturalmente, per chi si stia guardando intorno con l’intento di trovare una struttura di questo genere cui affiancarsi, proprio le cifre che abbiamo ricordato possono contribuire a fugare non pochi timori, essendo difficile che un numero così notevole di clienti rimanga con una società che non si dimostri affidabile. Anche se i dubbi permangono, come vedremo più avanti.

Come funziona MoneyFarm?

Ad implementare la fama di MoneyFarm sono stati proprio i risultati conseguiti nel corso degli anni di attività. In pratica gli operatori offrono due tipologie di servizi: il primo è quello relativo alla consulenza per gli investimenti, il secondo si esplicita sotto forma di piano di accumulo.

Se il primo aspetto è facilmente intuibile, qualche parola di spiegazione meritano invece i piani di accumulo. I PAC (acronimo di Piano di Accumulo Capitale) rappresentano una modalità di sottoscrizione di particolari strumenti finanziari, come ad esempio gli ETF (gli Exchange Traded Fund) o i fondi di investimento, che rientrano nella categoria degli organismi di investimento collettivo del risparmio.

Chi li sottoscrive in pratica versa una quota periodica che viene impiegata a discrezione di chi opera la raccolta individuando di volta in volta il modo migliore per garantire il miglior rendimento possibile in relazione al profilo di rischio del cliente. L’obiettivo è naturalmente quello di far crescere il capitale di partenza nel corso del tempo.

Per stabilire quale sia l’investimento più adatto al cliente, MoneyFarm gli sottopone un questionario online, che una volta sottoscritto sarà oggetto di valutazione da parte del personale addetto.

Esaurito questo primo step, il cliente viene quindi messo in contatto con un consulente personale per trovare l’accordo definitivo prima della firma del relativo contratto che inaugurerà l’effettivo investimento dando vita al conto titoli.

L’ultimo anno, il rendimento con MoneyFarm è stato del 5,4 %, mentre dal 2012 ad oggi il rendimento è del + 41 %.

moneyfarm rendimenti

Ricorda sempre che i rendimenti passati non sono sinonimo di quelli futuri e che tutti gli investimenti possono comportare a dei rischi.

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Quanto costa affidarsi a MoneyFarm?

Altro tema dirimente nell’introduzione a MoneyFarm è naturalmente quello collegato ai costi del servizio.

In questo caso essi vanno a dipendere proprio dalle cifre che il cliente è disposto ad investire di mese in mese. Per quanto concerne gli investimenti sotto la soglia dei 3mila euro, la provvigione spettante alla società si attesta all’1,25% della somma impegnata, nella fascia tra 3mila e 200mila euro si abbassa allo 0,7%, che viene ulteriormente ridotta a mezzo punto percentuale per le somme che oltrepassino tale soglia.

Nelle cifre ricordate sono compresi anche i costi relativi all’apertura e alla chiusura del conto titoli o alla sua integrazione con somme aggiuntive. Anche le operazioni di volta in volta consigliate rientrano nell’accordo di partenza e non comportano ulteriori esborsi.

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Quali i giudizi su MoneyFarm?

Sinora abbiamo visto come funziona MoneyFarm, o almeno quello che appare. Perché in realtà, se si consultano meglio gli articoli che sono stati dedicati a questa realtà, l’azienda rientra in una tipologia molto particolare, quella dei cosiddetti robo advisory, ovvero della consulenza finanziaria automatizzata.

In pratica è vero che c’è sempre un professionista a fungere da interfaccia verso il cliente, ma le operazioni vengono decise da algoritmi strutturati proprio con il fine di capire come portare avanti il piano concordato ed aggiustarlo in base ai mutamenti del mercato e alle nuove esigenze che dovessero essere espresse dall’utente.

Va comunque ricordato che MoneyFarm risulta una maturazione rispetto ad una esperienza che è nata negli Stati Uniti, ove però tutto il lavoro viene svolto a livello automatico, senza alcun intervento umano.

Per capire le dimensioni assunte dal fenomeno oltre oceano, basterà ricordare come la società di consulenza AT Kearney abbia rilasciato un rapporto al proposito nel 2015 (Hype vs. Reality: The Coming Waves of Robo Adoption), affermando come entro il 2020 proprio ai robo advisor sarà stato affidato il compito di gestire circa 2mila miliardi di dollari, a fronte dei circa 300 che erano in portafogli in quel momento.

Una cifra equivalente al 5,6% dell’intero patrimonio investito dai risparmiatori di quel Paese. Proporzioni che oscurano nettamente i circa 2 miliardi di euro che sinora gli italiani hanno deciso di affidare ai robo advisory presenti sul mercato tricolore, che sono soltanto nove.

Le opinioni in linea di massima sono positive e ricordiamo che MoneyFarm è stato votato come migliore servizio di consulenza finanziaria in Italia per il terzo anno consecutivo!

Inoltre Moneyfarm è regolamentata dalla CONSOB in Italia.

 

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