Payperclick: Guadagnare con i click nel 2019 conviene?

Payperclick: Guadagnare con i click nel 2019 conviene?
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Payperclick

Che cos’è il sistema payperclick e come funziona

Con il termine payperclick (PPC) si indica una modalità di calcolo dei guadagni utilizzato nella pubblicità online. Infatti gli operatori che usano questo strumento di internet marketing per promuovere articoli e servizi vengono pagati dalle aziende in base al numero dei click eseguiti dagli utenti sui link oppure sui banner pubblicitari.

Viene determinato un certo importo da corrispondere a click per poi moltiplicare questa cifra per il numero di azioni. Questo strumento è finalizzato all’aumento delle visite del sito internet aziendale e viene messo in atto soprattutto durante il periodo iniziale di apertura oppure in occasione del lancio di nuovi prodotti.

Si tratta di un elemento di supporto per le attività necessarie a ottenere un buon posizionamento del sito internet sui motori di ricerca. A differenza delle altre soluzioni che richiedono più tempo per portare a dei risultati, il payperclick è una tecnica promozionale che porta rapidamente a risultati tangibili.

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La procedura prevede diverse fasi. L’inserzionista fa in genere riferimento ai motori di ricerca oppure a network di affiliazione che sfruttano questa modalità promozionale. Nel primo caso l’annuncio sponsorizzato appare sulla schermata quando gli utenti usano il tool per ricercare le parole chiave correlate all’annuncio stesso.

Questo appare accanto oppure sopra ai risultati della ricerca. Se invece si fa riferimento alle piattaforme di affiliazione, le aziende coinvolgono gli affiliati nella promozione dei propri prodotti e servizi. I publisher inseriscono banner e link pubblicitari sul proprio sito internet, blog oppure canale social.

In questo modo è possibile sfruttare la loro visibilità per raggiungere un bacino di utenza potenzialmente più ampio. In entrambi i casi è bene tenere a mente che gli operatori vengono pagati soltanto per ogni azione effettiva dell’utente, cioè il click sull’annuncio. Questa soluzione viene preferita dalle aziende perché spendono soltanto per attività che dimostrano il fatto che gli utenti sono interessati, almeno potenzialmente, agli articoli proposti e alla ditta.

Quanto si può guadagnare con i click

La modalità payperclick può essere apprezzata dalle aziende, però è bene verificare se questo strumento di promozione pubblicitaria possa essere utile anche per i publisher. Infatti gli operatori guadagnano una cifra una tantum ogni click, ma a quanto ammonta questo importo? In realtà le aziende lavorano sui grandi numeri, quindi nella maggior parte dei casi prevedono una remunerazione pari a un quarto di centesimo di dollaro oppure un centesimo di euro. In altri casi le piattaforme di affiliazione prevedono una retribuzione ogni 100 oppure 1.000 click.

Comunque è bene tenere a mente che i guadagni si aggirano spesso su 1 euro ogni 100 click oppure 5 euro ogni 1.000 click. Inoltre tutti gli affiliate network fissano un importo minimo per effettuare i pagamenti ai publisher affiliati. Di conseguenza, se non si raggiunge questa cifra, la somma viene cumulata a quella del mese successivo e la transazione avviene solo quando si rispettano le condizioni previste all’interno del contratto.

In genere la transazione avviene tramite I sistemi più utilizzati per riscuotere i pagamenti sono sicuramente PayPal e V PAY, tuttavia le modalità impiegate variano a seconda della piattaforma di riferimento. Lo stesso vale per l’ammontare del payout: nella maggior parte dei casi è pari a 5-10 euro, però alcune società prevedono una soglia più bassa (1-2 euro).

Bisogna diffidare degli operatori che fissano una somma minima molto alta, ad esempio 50 euro. A causa della lentezza con cui i publisher riescono ad accumulare guadagni occorre oltre un anno prima di raggiungere questo obiettivo. Gli inserzionisti che propongono le retribuzioni migliori sono:

– Neobux (www.neobux.com);

– No Minimum (www.no-minimum.com/pages/index.php);

– Adpaid (http://adpaid.com/pages/join1.php);

– GPTofferce (www.gptoffers.com/home);

– Donkeymails (www.donkeymails.com/pages/index.php).

In ogni caso le retribuzioni sono decisamente inferiori rispetto a quanto accade con altre modalità di promozione pubblicitaria.

Conviene guadagnare con i click nel 2019?

In definitiva il sistema payperclick risulta essere conveniente per gli inserzionisti e per gli operatori che riescono a gestire grandi numeri di conversioni. In caso contrario, per la maggior parte dei publisher i guadagni sono maggiori se si opta per altre modalità di promozione pubblicitaria. Al tempo stesso si sottolinea il fatto che esistono alcuni accorgimenti che si possono mettere in atto per massimizzare e quindi i profitti:

– integrare script automatici;

– effettuare l’affiliazione a 5-6 affiliate network oppure sottoscrivere 5-6 programmi payperclick nello stesso tempo. In questo modo è possibile sommare i ricavi;

– dare vita a network di persone che aiutano l’affiliato ad avere maggiore visibilità e un più alto numero di click. Di conseguenza anche i guadagni lievitano. In genere ci si affilia allo stesso network di affiliazione (la soluzione migliore risulta essere un servizio a 10 livelli di referral) per poi leggere e cliccare gli annunci degli altri utenti appartenenti allo stesso gruppo.

Si tratta di un trucco per far salire la media del ricavo per click. Infatti più i banner e i link sono cliccati e più sale la retribuzione per click dell’operatore. Comunque è difficile che si superino i 5 centesimi (di euro oppure di dollaro) a click.

Proprio per questi motivi si consiglia di evitare i network di affiliazione payperclick oppure i sistemi di promozione pubblicitaria che operano nella stessa maniera.

Il sistema payperclick applicato ai social media

Una modalità che consente di migliorare le prestazioni raggiunte tramite il sistema payperclick consiste nell’applicarlo ai social media. I canali maggiormente gettonati per questo modello sono:

Facebook;
YouTube;
Instagram;
Google;
LinkedIn;
– Taboola, Outbrain e altre piattaforme di native advertising.

Si ricorda che l’ammontare della retribuzione varia a seconda delle caratteristiche della piattaforma utilizzata, ma anche dalla pertinenza e della qualità degli annunci pubblicati. Comunque spesso questi contenuti devono essere sponsorizzati perché abbiano una maggiore visibilità, tuttavia questo fatto risulta essere una spesa aggiuntiva e non rimborsabile per il publisher.

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Filippo Martin

Filippo Martin

Filippo Martin – Fondatore, editore, design, direttore editoriale Giornalista pubblicista, gestisce numerosi siti web. Web Content e Web Designer da 7 anni, appassionato di finanza, tecnologia e criptovalute

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