Pensione sociale donne: guida 2019

Pensione sociale donne: guida 2019
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La Pensione sociale alle donne è un aiuto di natura monetaria a favore di tutte coloro che si trovano in condizioni economiche disagiate e che hanno almeno 67 anni d’età.
Inoltre, viene erogata non tenendo conto dello stato contributivo dell’individuo. Quali sono i requisiti per potervi accedere? Come accedere alla pensione sociale per le donne? Scopriamolo in questa guida dedicata.

Pensione sociale donne: requisiti anagrafici

Come abbiamo già anticipato in premessa, un primo requisito da rispettare per avere diritto alla pensione sociale alle donne è l’età, che deve essere di almeno sessantasette anni.

Inoltre, spetta tutte le cittadine residenti sul territorio nazionale sia italiane che straniere con permesso di soggiorno e residenti da almeno dieci anni in maniera stabile.

Pensione sociale donne: importo e diritto alla prestazione

L’assegno sociale alle donne è erogato mensilmente ed ammonta a 458 euro per tredici mensilità.

L’importo è accreditato interamente solo nel caso in cui non si percepisca alcuna altra fonte reddituale. Altrimenti, l’ammontare viene ridotto.

Ad esempio, se una donna guadagna cento euro al mese, gli verrà erogata un’integrazione di euro trecentocinquanta. Per chi ha compiuto settant’anni, c’è anche la possibilità di una maggiorazione di quasi duecento euro all’anno.

L’assegno non è soggetto alle trattenute IRPEF.

Il diritto alla prestazione è accertato in base al reddito personale per le donne non coniugate e in base al cumulo del reddito del coniuge per le donne sposate.

Per l’attribuzione della pensione sociale alle donne si considerano i seguenti redditi del coniuge e dell’istante:

  • i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta;
  • i redditi assoggettabili all’ IRPEF, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di Stato, interessi, i redditi di terreni e fabbricati;
  • le pensioni di guerra;
  • le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
  • gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile;
  • le pensioni dirette erogate da Stati esteri;
  • le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi.

Mentre, non si computano i seguenti redditi:

  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • gli arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918.

Pensione sociale donne: Decadenza

Le verifiche vengono effettuate dall’INPS l’anno successivo a quello di riferimento: il possesso dei requisiti di reddito e di effettiva residenza sono verificati ogni anno.

La pensione sociale alle donne viene sospesa se si soggiorna all’estero per più di 30 giorni. Dopo un anno dalla sospensione, la prestazione viene revocata.

L’assegno non è reversibile ai familiari superstiti e non può essere erogato all’estero. Inoltre, viene sospeso nei casi in cui il soggiorno all’estero della donna si protragga oltre i 30 giorni. Dopo un anno dalla sospensione, la prestazione viene revocata.

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Pensione sociale donne: come presentare la domanda

La domanda dovrà essere presentata presso l’Istituto INPS online attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, la domanda può essere presentata tramite Enti di Patronato e Contact Center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

 

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Jacqueline Facconti

Jacqueline Facconti

Jacqueline Facconti - Redattrice, sezione Finanza, Tasse, Economia Laureata in Economia Aziendale con 110 e Lode presso l'Università di Pisa, redattrice anche Money.it, Lettera43, Notizie.it

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