Rendimento Btp netto 10 anni

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Rendimento Btp netto 10 anni

Che cosa sono i BTP

I BTP (buoni del tesoro poliennali), cioè titoli che gli investitori acquistano dallo Stato per ottenere un rendimento dopo che è trascorso un determinato periodo di tempo. In genere la percezione del rendimento avviene con cadenza trimestrale e viene originato dalla maturazione degli interessi. I BTP vengono denominati in base alla loro scadenza, che può andare da un minimo di 2 anni fino a non oltre i 30 anni.

Le soluzioni maggiormente diffuse sono quelle a 5 e a 10 anni. In secondo luogo è ben tenere a mente che il rendimento BTP varia a secondo della modalità seguita per l’acquisto del titolo. Infatti gli investitori hanno a disposizioni due possibilità:

– acquisto contestuale all’emissione del BTP. In questo caso per calcolare l’ammontare del rendimento BTP 10 anni lordo annuale bisogna considerare il tasso di interesse annuo per determinare l’importo delle cedole, il prezzo di emissione del titolo, il valore del rimborso e i periodi riguardanti i flussi di cassa. Ad esempio, per un BTP 10 anni sotto forma di lotto da 1.000 il cui prezzo di emissione è pari a 68 e per il quale si applica un tasso nominale del 2% e un valore rimborso di 100, il costo di acquisto viene determinato moltiplicando il quantitativo del lotto e il prezzo di emissione.

Il rendimento BTP 10 anni sarà invece 10 ogni 6 mesi (si tratta delle cedole semestrali) e, una volta che il titolo è scaduto, l’investitore ottiene il rimborso del capitale al cui interno viene conteggiato anche lo scarto di emissione;

– acquisto successivo all’emissione del titolo. Bisogna tenere in considerazione i dati valutati anche nel caso precedente insieme alla data di scadenza del BTP, la data di acquisto dell’obbligazione, quella per il pagamento delle cedole successive e quella in cui è stata versata l’ultima.

In questo caso bisogna sottrarre la data di acquisto e quella del pagamento dell’ultima cedola dividendo per 365 il risultato. Quindi si moltiplica il valore nominale per il tasso annuo d’interesse e per gli anni di maturazione della cedola per determinare l’ammontare degli interessi maturati.

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Il rendimento BTP netto

Il BTP rendimento netto viene calcolato a partire da quello lordo e questo valore è determinato dalla sottrazione di tutte le imposte dal rendimento lordo annuo del titolo. Gli importi da sottrarre sono:

  • le imposte sulla cedola, tenendo in considerazione l’ammontare delle tasse sui titoli di Stato (per legge si tratta del 12,50%) e il tasso annuale della cedola;
  • la commissione di acquisto BTP, che nella maggior parte dei casi corrisponde all’1% del prezzo a cui è stato comprato il BTP;
  • le tassazioni sul capital gain. In genere ammontano al 12,50% e corrispondono alle imposte che vengono applicate al guadagno che gli investitori ottengono dal rendimento del BTP;
  • le imposte sullo scarto di emissione. Questo valore viene determinato sottraendo dal rendimento la spesa dell’acquisto oppure di emissione del titolo.

Per rendere più facile il calcolo del rendimento BTP dei buoni del tesoro pluriennali è possibile fare riferimento a diversi siti online che permettono di eseguire questa operazione gratuitamente e senza problemi.

L’utente deve semplicemente inserire i dati richiesti all’interno degli appositi campi così da permettere al sistema di effettuare l’elaborazione fino a ottenere una cifra approssimativa, in modo da avere un’idea abbastanza attendibile su quale sia l’ammontare del rendimento BTP.

Tuttavia è bene ricordare che per avere una stima esatta di questo valore è preferibile rivolgersi a un operatore esperto che possa effettuare i calcoli esatti.

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Il rendimento BTP netto 10 anni

Gli ultimi dati riguardanti i BTP a 10 anni (dicembre 2018) vedono una differenza di rendimento rispetto a quello tedesco (il cosiddetto spread) attestata sui 270 punti.

Si tratta di un valore decisamente inferiore rispetto a quello registrato nelle settimane e nei mesi precedenti, quando il differenziale di rendimento era stabile intorno ai 3900 punti, superando in alcuni momenti questo limite.

La discesa del differenziale di rendimento è legato alle decisioni e ai cambiamenti effettuati dal Governo 5Stelle-Lega per quanto riguarda la Legge di Bilancio 2019.

Al tempo stesso il rendimento BTP 10 anni è rimasto sotto il 3%, con un notevole incremento rispetto a quanto registrato nell’estate del 2018 e negli anni precedenti. Infatti a giugno il rendimento era 2,29, mentre nello stesso periodo del 2016 il rendimento netto annuale dei buoni del tesoro con scadenza a 10 anni era di poco inferiore all’1,1.

Al contrario, nell’estate del 2015, questo valore aveva superato leggermente il 2%. Bisogna ricordare che le variazioni e le fluttuazioni del rendimento netto BTP sono legate alle condizioni economiche, finanziarie e politiche che si verificano nel periodo di tempo che viene preso in considerazione.

Ad esempio, in momenti di incertezza e crisi politica e finanziaria l’ammontare del rendimento dei buoni del tesoro applicato dallo Stato aumenta proprio per rendere più conveniente l’acquisto dei BTP da parte degli investitori.

In caso contrario, gli operatori non considererebbero questa strategia di investimento perché legata a troppi rischi, reali oppure immaginari. Infatti i BTP 10 anni, proprio come tutti i titoli di Stato e i buoni del tesoro pluriennali, difficilmente vengono disattesi, soprattutto nel caso di un Paese dell’Unione Europea. L’unica modalità che porta al mancato pagamento delle cedole e del rimborso del BTP è il fallimento dello Stato che li ha emessi oppure il rischio di default.

Altri elementi che hanno influenzato in maniera positiva oppure negativa il rendimento netto BTP sono stati l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, l’andamento il debito pubblico, i risultati delle elezioni politiche e il basso costo del petrolio.

Proprio per le loro caratteristiche i BTP 10 anni sono una modalità di investimento molto apprezzata perché rappresentano un reddito fisso. Ogni sei mesi, infatti, vengono generati flussi di pagamenti costanti e sicuri, che proseguono per l’intero ciclo di vita del titolo. In particolare questa soluzione viene privilegiata nel caso in cui gli investitoti presumono che in futuro si avrà un calo di interessi per periodi più o meno lunghi.

Questo fatto si spiega con il presupposto sul quale si basa il calcolo del rendimento dei BTP. Si fa riferimento al tasso in vigore al momento dell’acquisto, che rimane fisso e invariabile per tutta la durata in vita del titolo di Stato. Occorre quindi valutare con attenzione l’andamento del mercato.

Alternativa ai BTP

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Filippo Martin

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Filippo Martin – Fondatore, editore, design, direttore editoriale Giornalista pubblicista, gestisce numerosi siti web. Web Content e Web Designer da 7 anni, appassionato di finanza, tecnologia e criptovalute

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