Steam dice addio ai Bitcoin

 

Era il 2016 quando Steam, il noto portale di Valve dedicato all’acquisto di software, ma in particolare di giochi, annunciò di accettare i pagamenti anche in Bitcoin. Ciò era dovuto alla necessità dell’azienda di poter fornire un modo più rapido e veloce per l’acquisto dei titoli più in voga del momento ai Paesi di tutto il mondo nei quali l’accesso alla carta di credito era un privilegio per pochi. In certe nazioni, pur essendo presente e diffusa la connessione a internet, le carte di credito classiche non sono disponibili: Steam, per evitare commissioni e il rischio di frodi, si era comportato in maniera pioneristica dando un chiaro segnale di innovazione.

Ma le cose sono cambiate: il Bitcoin non è più un metodo di pagamento accettato da Steam. Lo ha annunciato Valve e ha giustificato la propria decisione di escludere la criptovaluta a causa della sua natura estremamente volatile e per le transizioni condite di commissioni troppo elevate.

Il Bitcoin cresce, ma Steam non ci sta

Il Bitcoin, nel corso di quest’ultimo anno, ha visto una crescita esponenziale del proprio potere. Nel 2016, quando Valve annunciò la possibilità di usare la criptovaluta per i pagamenti sul portale, questa aveva un valore di circa 450 dollari. Al momento, parliamo di un’impressionante cifra che si aggira attorno ai 17.000 dollari. La conseguenza, com’è ovvio che sia, è l’impennata delle commissioni per le transazioni: se prima stavano a 0,2$, al momento parliamo di 20$ per transazione.

Ciò va a scalfire direttamente i portafogli degli utenti, non essendo Valve in grado di controllare i costi della blockchain: pagare in Bitcoin potrà essere utile, ma secondo i vertici dell’azienda leader nel proprio settore, certi costi e certi meccanismi per lo più sconosciuti, ne vanificano i punti a favore.

Il Bitcoin che sale e che scende

La criptovaluta risulta essere, specialmente in questo periodo, estremamente volatile: il cambio del suo valore passa da un estremo all’altro in una manciata di minuti. Acquistare un gioco su Steam significa passare dal pagamento al download del prodotto, trovandosi con variazioni del valore del Bitcoin che rendono tutto più confuso e poco pratico: l’utente, infatti, si può trovare a pagare una cifra nettamente più alta rispetto al valore stesso del gioco. Ciò comporterebbe per Valve la creazione di sistemi di rimborso complicati e, di conseguenza, ulteriori costi per le transazioni.

Insomma, alla luce di tutti questi dati risulta essere piuttosto chiaro il motivo che ha spinto Valve a togliere il Bitcoin dai metodi di pagamento accettati sulla piattaforma Steam. Come ha dichiarato l’azienda, supportare il Bitcoin è diventato insostenibile. Tuttavia, nonostante questa espulsione, Valve rimane aperta a futuri ripensamenti. Tutto sta nel comportamento che avrà la criptovaluta in futuro. Per quanto l’impegno di fornire la possibilità di acquistare i migliori giochi e software del momento anche ai Paesi emergenti sia molto lodevole, è fondamentale che il Bitcoin risulti un’opzione sensata per l’azienda e per gli utenti stessi. Come si suol dire in questi casi, chi vivrà, vedrà.

Lascia un commento

Come iniziare con BitcoinScopri di più