Visite Fiscali: tutto quello che devi sapere. Guida 2018-2019

Visite Fiscali

Dagli orari della visita fiscale del medico presso il domicilio fiscale del lavoratore alle sanzioni irrogate in caso di assenza dal posto di lavoro: ecco la guida fiscale utile sia per il lavoratore dipendente del settore privato che del pubblico impiego per il biennio 2018-2019.

Visite fiscali: normativa fiscale aggiornata e modificata dal Decreto Madia

Il cosiddetto decreto Madia ovvero il Decreto Ministeriale numero 17 del 2016 è intervenuto modificando di fatto le norme che disciplinano le visite mediche fiscali dei lavoratori durante il periodo di malattia, siano che siano dipendenti di ditte private, dipendenti pubblici, insegnanti, militari, ecc.

Inoltre, dal 13 Gennaio del 2018 è attivo il Regolamento che fa capo al Polo Unico Inps che introduce ulteriori importanti novità sul fronte delle visite fiscali, soprattutto, relativamente ai dipendenti del pubblico impiego.

Visite fiscali 2018-2019: quali sono le novità?

Riassumiamo le novità introdotte dalle due fonti normative sopra citate.

  • Polo Unico INPS: è stato istituito il Polo Unico INPS ovvero un organismo che fa capo all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) che gestisce un pool di medici per le visite fiscali per i dipendenti privati che per quelli del pubblico impiego.

  • Modifica orari: sono stati modificati gli orari duranti i quali possono essere eseguite le visite mediche: si tratta di 7 ore per i dipendenti statali e di 4 ore per i dipendenti privati (dovrebbe, comunque, essere un provvedimento transitorio, in quanto dovrebbero in seguito essere uniformate a 7 ore per tutti).

  • Più visite fiscali: le visite potranno essere ripetute anche più volte durante lo stesso periodo di malattia. Queste potranno essere sia richieste dal datore di lavoro che su iniziativa dell’INPS stesso.

  • Incentivi per i medici: l’INPS erogherà premi ed incentivi ai medici che effettueranno il maggior numero di visite.

  • Certificato per la visita: durante le ore di reperibilità il malato è tenuto a rimanere nel domicilio indicato per le visite di controllo, ma se avesse la necessità di effettuare visite o accertamenti, deve farsi rilasciare dal medico un certificato che attesti la visita e l’ora in cui essa è stata svolta.

Come funzionano le visite fiscali?

La visita fiscale è l’accertamento medico, previsto dall’articolo 5 dello Statuto dei Lavoratori, che viene predisposto dal datore di lavoro o dall’INPS per procedere con la verifica e l’accertamento dell’effettivo stato di malattia del dipendente.

Sia il datore di lavoro sia l’INPS stesso, possono attivare i medici del Polo unico per eseguire la visita fiscale di un dipendente già dal primo giorno di malattia.

I controlli possono avvenire anche nei giorni prefestivi e nei festivi, se i giorni concessi al dipendente dal proprio medico di base, li includono.

Attraverso il portale dell’INPS, il datore di lavoro, può richiedere la visita del medico al suo dipendente: la procedura di richiesta rilascia una ricevuta recante un numero di protocollo che identifica la pratica aperta, e attraverso il quale, si potrà in qualsiasi momento verificare l’andamento del controllo fino all’avvenuta dell’accertamento.

Periodi di visita dei dipendenti divisi per categoria di soggetti lavoratori

Ecco i periodi di visita dei dipendenti malati divisi per categoria:

Lavoratori del settore privato: i dipendenti del settore privato dovranno essere reperibili tutti i giorni, compresi i giorni festivi e prefestivi, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, già dal primo giorno di malattia.

Lavoratori Pubblici e Statali: la reperibilità è prevista tutti i giorni, festivi e prefestivi inclusi, comincia sempre il giorno in cui comincia l’assenza per malattia, a partire dalle 9:00 alle 13:00 la mattina ed il pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00. L’assenza per malattia deve essere prontamente segnalata all’ufficio preposto dell’ente in cui il dipendente lavora.

Lavoratori del settore sanitario (ASL, SSN, infermieri e medici): la reperibilità in questi casi è stata uniformata a quella dei dipendenti pubblici.

Lavoratori impiegati nelle Forze dell’ordine, Polizia, Polizia penitenziaria e Vigili del fuoco: la reperibilità, prevista dai protocolli o dagli emendamenti interni, è stata uniformata a quella dei dipendenti pubblici; in questo caso, essa vale anche nei giorni di riposo infrasettimanale e durante permessi e licenze concessi prima del sopraggiungere della malattia.

Lavoratori impiegati nel settore scolastico (Docenti, insegnanti, personale scolastico e personale ATA): le fasce orarie per questo tipo di dipendenti sono le stesse per quelle dei dipendenti pubblici, anche in questo caso l’assenza per malattia deve essere segnalata all’istituto entro la mattina del primo giorno di malattia, indicando il domicilio e il periodo presunto di assenza.

Visita fiscale durante l’assenza per malattia dei figli

L’insieme delle norme in sostegno della maternità e della paternità hanno disposto il non obbligo, da parte del lavoratore, di rispettare gli orari per le visite fiscali: entrambi i genitori, in modo alternato, hanno il diritto di astenersi dalle proprie attività lavorative nel periodo corrispondente alla malattia di ciascun figlio di età inferiore ai 3 anni.

Compiti del medico che esegue la visita fiscale

Il medico del Polo unico INPS si reca presso il domicilio del dipendente per verificare le condizioni di salute del malato, controlla il certificato medico e visita il paziente.

In base alle condizioni riscontrate può confermare, aumentare (al massimo di 48 ore), o ridurre la prognosi.

Se lo ritenesse necessario, ma solo in caso di patologie specifiche, il medico può richiedere una visita specialistica, alla quale il lavoratore dovrà assolutamente sottoporsi.

Casi di esenzione dalla visita fiscale

Le visite fiscali non sono obbligatorie per tutti: la normativa vigente prevede che alcuni lavoratori dipendenti malati siano esentati da questo tipo di verifiche fiscali.

Ecco le casistiche in cui è possibile beneficiare dell’esenzione dalla visita fiscale:

  • Malattie inerenti alla circostanza di menomazione attestata;

  • Infortuni di lavoro;

  • Patologie documentate e identificate le cause di servizio;

  • Gravidanza a rischio;

  • Patologie gravi che richiedono terapie salvavita;

  • Patologie connesse alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%;

  • Malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (prime tre categorie della Tabella A allegata al Dpr n. 834/1981, o per le malattie rientranti nella Tabella E dello stesso decreto).

Inoltre, si ricorda che sono esenti anche i lavoratori del settore privato e del pubblico impiego che hanno già ricevuto la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato medico.

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Filippo Martin

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Filippo Martin – Fondatore, editore, design, direttore editoriale Giornalista pubblicista, gestisce numerosi siti web. Web Content e Web Designer da 7 anni, appassionato di finanza, tecnologia e criptovalute

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