Come riportare le vincite e le perdite del casinò nella dichiarazione dei redditi

Giocare d’azzardo online oppure offline e in modo legale significa dover dichiarare ciò che si spende e le eventuali vincite.  Il fisco italiano infatti  prevede questa normativa e che si deve rispettare seguendo un iter burocratico ben preciso.

Come riportare le vincite e le perdite del casinò nella dichiarazione dei redditi

Come avviene in Italia la tassazione sulle vincite nei casinò?

Molte  persone che giocano online, a giusta ragione si chiedono se è previsto pagare delle tasse sulle vincite eventualmente ottenute. La risposta in tal senso è affermativa. Se i proventi derivano da giochi autorizzati dall’ADM, bisogna denunciarle nella dichiarazione dei redditi annuale. L’importo definito come ritenuta fiscale è dovuto in base ad alcune  aliquote che variano a seconda del tipo di gioco.  Generalmente  su quelli da casino è del 25% da detrarre sulla somma vinta. Tuttavia  la tassazione non è dovuta se gli importi vinti sono inferiori ai 100 euro,  dagli importi vinti superiori a 100 euro poiché l’operatore del portale online provvederà lui stesso a versare la tassa allo stato.  Quest’ultimo tra l’altro in tema di gioco d’azzardo ha stabilito che la soglia massima per riscuotere in contanti le vincite ottenute nei casinò è di  1999,99 euro, per cui se superiori vanno incassate con metodi tracciabili tipo assegno e bonifico bancario o postale.

Come dichiarare le vincite ottenute nei casinò non ADM?

I casinò esteri che non hanno l’autorizzazione dell’ADM italiana, ma comune vantano una regolare licenza, comportano il pagamento delle tasse, ma in un modo decisamente diverso e un tantino più complicato.  L’assenza della suddetta licenza rilasciata dall’ADM li pone al di fuori del circuito legale. L’utente che ha centrato delle combinazioni vincenti e che gli hanno fruttato delle entrate in denaro,  in questi frangenti deve dichiarare le vincite nella dichiarazione dei redditi, e precisamente nel cosiddetto modello Unico alla voce  “Redditi diversi” così definite in quanto il fisco nazionale li considera plusvalenze straordinarie. La tassazione inoltre risulterà molto più alta; infatti, l’aliquota può arrivare fino al 43% se i redditi annuali sono superiori a 75mila euro. Da ciò si evince che giocare nei casinò autorizzati dal governo italiano è molto più conveniente rispetto a quelli di altri paesi del mondo.

Come compilare il modello Unico per dichiarare  le vincite ottenute nei casinò?

La voce  redditi diversi appartiene a una  categoria residuale, e comprende le tipologie che non hanno una  categoria ben distinta come nel caso delle vincite ottenute nei casinò online. La dichiarazione di tali redditi sul modello Unico va compilata nella sezione identificata come Quadro RL specifico proprio per tutti i tipi di redditi diversi percepiti l’anno precedente a quello in cui si presenta. La sezione di pertinenza è qual identificata con la sigla Sezione II-A, redditi diversi in cui bisogna appunto indicare gli importi lordi percepiti, oltre alle spese sugli stessi, quindi anche i soldi spesi per effettuare puntate o versamenti sul conto gioco. 

A riguardo di quest’ultimo è recente la novità che lo riguarda; infatti, il fisco italiano ha stabilito che per importi superiori a 100 euro, è necessario effettuare versamenti tracciabili quindi tramite carte di credito.  Lo scopo è di scongiurare l’insorgere di alcune infrazioni come quella del riciclaggio di denaro ma anche per evitare che alcuni soggetti possano incorrere in ludopatia che comporta   risvolti negativi sia dal punto di vista della salute personale di un determinato soggetto che gioca d’azzardo che a livello finanziario. Infine va detto che la tassazione delle vincite derivanti dal gioco d’azzardo nei casinò online è piuttosto semplice poiché con le nuove normative avviene  telematicamente e quindi con un processo di tracciabilità, e le somme vinte dall’utente sono già al netto della tassazione. Per le vincite ottenute con le slot machine la tassa fissa alla fonte cioè quella dovuta dai gestori dei siti è del 6,6%, a fronte di quella di altri giochi che si attesta al 19% circa. In ogni caso per non infrangere la legge è sempre preferibile giocare su casinò legalmente autorizzati dall’ADM italiana.

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