Contributo FAP: Cos’è?

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Contributo FAP: Cos'è?

Il contributo Fap è un acronimo che indica il Fondo Adeguamento Pensioni: si tratta di un istituto creato nel 1951 allo scopo di garantire una pensione in linea con la vita, seguendo i dati diffusi dall’Istat.

Tutti i lavoratori dipendenti hanno questo dato espresso in busta paga poiché il Fap viene trattenuto direttamente sul lordo dello stipendio.

Infatti, il Fondo Adeguamento Pensioni è un prelievo obbligatorio che viene eseguito sulla busta paga di ogni lavoratore assunto con contratto di lavoro subordinato per finanziare la futura prestazione previdenziale.

In buona sostanza, il FAP è il contributo equivalente dell’IVS per commercianti e artigiani: si tratta di una somma che va ad aggiungersi ai contributi da lavoro che vengono versati dal datore di lavoro per la prestazione lavorativa svolta.

Come viene calcolato il contributo al FAP? Come leggere la busta paga e l’importo destinato ai contributi obbligatori dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato? Scopriamolo in questa guida dedicata.

Come viene calcolato il contributo al Fondo Adeguamento Pensioni

Il FAP è un contributo obbligatorio per tutti i lavoratori dipendenti, il cui importo viene stabilito in modo proporzionale in base all’azienda di riferimento.

Vi sono fasce differenti e soglie da rispettare per determinare la quota da versare.

Per le imprese che hanno meno di 15 dipendenti viene applicata un’aliquota pari al 9.19%, per le aziende con un numero di dipendenti oltre i 15, la trattenuta è maggiorata dello 0.30%, per le aziende che hanno oltre i 15 dipendenti apprendisti invece la cifra scende al 5.84%.

Quella che ad oggi rappresenta una noiosa trattenuta sullo stipendio è in realtà uno dei punti necessari per la futura pensione del lavoratore.

L’integrazione dello 0.30% invece viene utilizzata per il fondo destinato alla cassa integrazione (istituita a favore dei dipendenti che vengono sospesi dall’attività lavorativa).

La riforma delle pensioni del 2011 ha stabilito il passaggio dalla metodica retributiva a quella contributiva: ciò significa in termini che la pensione per ogni cittadino è stabilita non in base al suo stipendio o alla media di quello percepito nella sua carriera lavorativa, quanto sulla base dei contributi che sono stati versati nel corso della sua attività lavorativa.

Per ciò che concerne le cooperative, queste hanno la possibilità di sottoscrivere una convenzione, l’aliquota quindi viene stabilita in base al singolo caso.

In linea generale si parte dall’aliquota piena, per poi diminuire proporzionalmente in base alle ore lavorate effettivamente.

Lo stesso discorso vale per chi ha un tipo di contratto in cui lavora per poche ore o come stagista, è chiaro che questa tassa viene pagata, ma sempre in proporzione a quello che è il proprio effettivo guadagno.

Andrà pertanto ad incidere in misura diversa sulla busta paga di ogni lavoratore dipendente.

Leggere la busta paga e l’importo destinato ai contributi obbligatori

La busta paga è divisa in tre sezioni, una prima dedicata ai dati e ai codici relativi al datore di lavoro, una seconda in cui vi sono tutte le voci che concorrono al lordo della retribuzione (ore lavorate, straordinari, premi, indennità), e una terza parte in cui vi sono TFR, fondi pensione e trattenute fiscali.

Tra queste imposte compare anche il contributo FAP. La somma viene versata direttamente e rappresenta una tassa di tipo obbligatorio per il lavoratore.

FAP e IVS: cosa cambia e quali sono le destinazioni di uso

Anche i lavoratori autonomi sono soggetti al pagamento di un contributo simile, ma questo prende il nome di IVS ed è rivolto ad artigiani, commercianti, agricoltori, giornalisti, coltivatori, coloni, artisti e tutti i lavoratori che sono iscritti alla gestione separata dell’INPS.

In pratica si tratta dello stesso modulo, la differenza però sta nel fatto che questo contributo va ad integrare il fondo pensione per invalidità e anzianità.

La differenza è quasi impercettibile, cambia la sede a cui i fondi vengono destinati, ma i versamenti prevedono comunque lo stesso utilizzo.

Una volta giunti in età pensionabile, infatti, il calcolo della cifra mensile spettante viene elaborata dall’INPS in base ai contributi versati e al netto di tutte le integrazioni che sono state trattenute negli anni.

L’IVS non è uguale per tutti i lavoratori ed oscilla tra il 24% e il 34% in base al tipo di lavoro svolto, al reddito, all’età e alla residenza.

In questo caso, il conteggio viene fatto quando si effettua la dichiarazione dei redditi, la quota non può essere superiore o inferiore alle soglie fissate dall’INPS.

Per i collaboratori a progetto o per coloro che usufruiscono di un regime a prestazione occasionale, tale quota è fissata al 24% di cui 1/3 a carico del datore e la restante parte a carico del lavoratore.

Con il nuovo Governo e la nuova quota sulle pensioni non sono previste comunque variazioni dirette sui contributi versati per i fondi pensionistici, pertanto almeno per i prossimi anni il conteggio e l’aliquota da versare è fissata ancora a queste soglie economiche.

Leggere la Busta paga Lavoratore Dipendente: voci e FAP

Come leggere la busta paga di un lavoratore assunto con contratto di lavoro subordinato? Le buste paga non sono tutte uguali, ma in linea di massima contengono le seguenti sezioni:

  • gli elementi che identificano il lavoratore e l’azienda per la quale si lavora,

  • la composizione della retribuzione,

  • ferie e permessi,

  • la determinazione delle trattenute.

Pertanto, la retribuzione è composta da quattro categorie di elementi: la parte fissa, la parte variabile, le trattenute fiscali e le trattenute previdenziali.

La parte fissa della busta paga del lavoratore è composta da:

  • paga base;

  • scatti di anzianità;

  • contingenza;

  • altre indennità aggiuntive.

La somma di queste componenti forma la paga lorda: moltiplicandola per il numero di mensilità si ottiene la RAL, e cioè la retribuzione annua lorda.

Alla formazione del “netto in busta paga” contribuiscono anche le trattenute fiscali e previdenziali.

I contributi previdenziali vengono pagati in parte dall’azienda e in parte dal lavoratore, e vanno a finanziare l’istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) che eroga le pensioni pubbliche.

Si ricorda, infine, che l’aliquota previdenziale dipende dalla tipologia del contratto individuale con cui è stato assunto il lavoratore e dal contratto collettivo applicato e dalla dimensione dell’azienda.

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Jacqueline Facconti

Jacqueline Facconti

Jacqueline Facconti - Redattrice, sezione Finanza, Tasse, Economia Laureata in Economia Aziendale con 110 e Lode presso l'Università di Pisa, redattrice anche Money.it, Lettera43, Notizie.it

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