Decreto Crescita 2019: le novità fiscali contenute nel testo

Il via libera al Decreto Crescita 2019 porta con sé rilevanti novità in ambito fiscale: dalla proroga dei versamenti delle imposte sui redditi al 30 settembre 2019 alla nuova scadenza della dichiarazione dei redditi al 30 novembre 2019, dalla riapertura della pace fiscale alla moratoria delle sanzioni sullo scontrino elettronico nella legge di conversione del decreto n. 34/2019.

Al riguardo scopriamo le principali modifiche contenute in tale testo e i nuovi emendamenti divulgati attraverso la Gazzetta Ufficiale.

In particolare, grazie all’impegno del Parlamento il mutamento del Decreto Crescita 2019 in legge ne amplifica l’influenza in più settori.

Infatti, il testo non solo si è impreziosito di molti emendamenti, in aggiunta alle innovazioni nella sfera dell’immobiliare, ma agisce anche in diversi campi fiscali. In merito a ciò ecco alcuni utili approfondimenti.

Decreto Crescita 2019: proroga delle scadenze previste dalla definizione agevolata 2018

Fra i cambiamenti più desiderati dagli italiani presenti nel decreto crescita 2019 bisogna evidenziare la proroga delle scadenze previste dalla definizione agevolata 2018, detta anche rottamazione ter delle cartelle di pagamento, per saldare i propri debiti con l’Agenzia delle Entrate senza dover pagare alcun interesse di mora, sanzione o altro onere.

Dunque, il Decreto Crescita 2019 è stato modificato nei suoi termini per consentire l’adesione alla pace fiscale a tutti coloro che hanno ricevuto la comunicazione dall’amministrazione finanziaria statale negli anni compresi fra il 2000 e il 2017. A questo proposito si sottolinea che il nuovo termine stabilito è il 31 luglio 2019.

Decreto Crescita 2019: Bonus Condizionatori

Per incentivare il risparmio energetico il Decreto Crescita 2019 prevede interessanti vantaggi per gli acquirenti di particolari condizionatori. La principale novità riguarda la possibilità di beneficiare di uno sconto immediato pari al 50% sul prezzo del condizionatore al posto della detrazione fiscale sull’Irpef o sull’Ires in dieci rate annuali.

Tutti coloro che nel corso del corrente 2019 acquisteranno un condizionatore dotato di pompa di calore avranno diritto alla detrazione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi o a uno sconto sul prezzo al momento dell’acquisto.

Ad esempio, se un condizionatore costa 5.000 euro, in fattura sarà riportato l’intero valore della cifra dovuta, ma l’importo da versare sarà al netto dello sconto del 50%, ovvero 2.500 euro.

È possibile beneficiare del Bonus Condizionatori senza dover necessariamente eseguire dei lavori di ristrutturazione edilizia. Inoltre, l’impianto di condizionamento deve rispondere agli standard tecnici minimi di risparmio energetico.

Decreto Crescita 2019: novità sulla Fatturazione elettronica

Fra le tante novità introdotte dal Decreto Crescita 2019 occorre porre l’accento anche sulle fatture elettroniche che vanno emesse entro 12 giorni anziché 10 dal compimento dell’operazione.

In merito ai vari assolvimenti ogni contribuente che presenti la dichiarazione annuale IVA entro il 28 febbraio potrà inserirvi anche la comunicazione inerente al quarto trimestre.

Decreto Crescita 2019: Riduzione delle aliquote Ires

Con il benestare del Decreto Crescita 2019 diviene ancor più significativa la diminuzione progressiva delle aliquote Ires per quelle aziende che assumono nuovo personale e che ricollocano a frutto gli utili conseguiti.

Al riguardo la riduzione prevista per l’aliquota, detta Mini-Ires, avverrà in maniera graduale, in particolare si parla di un 22,5% per il 2019, di un 21,5% per il 2020, di un 21% per il 2021, di un 20,5% per il 2022 e di un 20% a partire dal 2023, sui redditi d’esercizio accumulati in riserve differenti dagli accantonamenti di utili non disponibili.

Decreto Crescita 2019: Significativo ammortamento per gli investimenti

Effettuando degli investimenti in nuovi beni materiali strumentali in un periodo compreso fra il 1° aprile e il 31 dicembre 2019 è possibile usufruire di un super ammortamento, se alla data del 31 dicembre l’ordine risulta accettato dal venditore e allo stesso tempo è stato pagato un anticipo uguale perlomeno al 20% del costo di acquisto.

Decreto Crescita 2019: Posticipazione dei versamenti

Il Decreto Crescita 2019 consente sia alle imprese sia ai professionisti compresi nella sfera di attuazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) di rinviare al 30 settembre la scadenza per eseguire i versamenti che risultano dalle dichiarazioni dei redditi e per le imposte dirette e indirette il cui termine è previsto fra il 30 giugno e il 30 settembre 2019.

Decreto crescita 2019: nuovo termine dichiarazione IMU

Con l’approvazione del Decreto Crescita 2019, il termine per presentare la dichiarazione IMU/Tasi slitta al 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i dati da comunicare.

A decorrere dal primo gennaio 2022 i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita sono esenti dalla Tasi.

È stato, inoltre, eliminato l’obbligo di presentare la dichiarazione IMU per beneficiare della riduzione del 50% sulle case concesse in comodato gratuito, ai figli o ai genitori.

Sono state apportate modifiche al comma 6-bis dell’art. 13, D.L. n. 201/2011: è stato previsto l’esonero dalla presentazione della dichiarazione IMU per beneficiare dell’aliquota ridotta IMU per gli immobili locati a canone concordato.

Decreto Crescita 2019: semplificazioni Patent Box

Tra le interessanti novità previste dal Decreto Crescita 2019 vi è la semplificazione del Patent Box, ovvero la tassazione agevolata sui redditi che scaturisce dall’utilizzo di alcuni beni immateriali.

In alternativa alla procedura di accordo preventivo e in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate, i contribuenti fiscali possono determinare e dichiarare direttamente il proprio reddito agevolabile, predisponendo idonea documentazione.

I soggetti che esercitano tale opzione, ripartiscono la variazione in diminuzione in 3 quote annuali di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell’IRAP relativa al periodo di imposta in cui viene esercitata tale opzione e nei due periodi d’imposta successivi.

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